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14 febbraio 2012

... E ORA … LAVORO E SVILUPPO

Il disegno neoliberista è fallito, il dato è ormai appurato e acquisito. Le forze progressiste europee sono perciò chiamate a confrontarsi su una nuova idea di sviluppo compatibile che faccia perno sui valori etici della solidarietà, della coesione sociale e del rispetto per l’ambiente e le risorse comuni.
Il PD dell'Umbria sente l'esigenza di giocare d'anticipo e di impegnarsi nel tracciare la strada che dovrà portare la nostra regione fuori dal guado della crisi. Un nuovo modello di sviluppo territoriale implica un diverso ruolo della pubblica amministrazione, un modo alternativo di approcciare le tematiche dell'economia e del lavoro da parte delle stesse istituzioni regionali e locali. Il ruolo di indirizzo dei pubblici poteri è in questo senso indispensabile per sottolineare la centralità del lavoro e dell’economia reale come condizioni essenziali per la trasparenza e l’efficienza del mercato.

Il primato del lavoro e della democrazia di mercato si affermerà a condizione che cessi la forzata separazione tra lavoratore e cittadino, tra persona e consumatore: il contributo dei governi riformisti e progressisti, in Europa come in Umbria, sarà da questo punto di vista determinante. La meta che il PD intende raggiungere è chiara, e consiste nel superamento e nella rimozione delle cause e degli effetti nefasti del neoliberismo, responsabile del drastico impoverimento della società e lavoro. Non più crescita per trovare lavoro, bensì lavoro per tornare a crescere, o meglio per edificare un modello di sviluppo al servizio dell'Uomo e non viceversa. Il grave problema salariale italiano mette in tensione le famiglie e penalizza drammaticamente le giovani generazioni. L’idea secondo cui il lavoro vada trattato come merce e che solo così sia possibile riprendere un percorso di sviluppo non è accettabile: stanno a testimoniarlo i risultati fallimentari conseguiti negli ultimi decenni dai governi di centrodestra.

In netta controtendenza rispetto alla linea dell’ex Ministro Sacconi, il PD ritiene che diritti e tutele per i lavoratori non siano di ostacolo allo sviluppo, bensì rappresentino un primario volano di crescita sia economica che sociale. I temi da affrontare sono quello della competitività del sistema Italia e, di conseguenza, quello della produttività delle nostre aziende. Non è possibile lamentare la scarsa capacità di competere delle imprese italiane addebitandone la responsabilità unicamente al fattore lavoro, è necessario trattare questo tema anche dal lato degli investimenti e dell’innovazione tecnologica.

L’Umbria è investita, al pari del resto del paese, da una crisi di carattere strutturale destinata ad aggravarsi nel breve periodo. Se da una parte è indispensabile un  cambiamento delle politiche europee e nazionali, dall’altro bisogna aggredire gli svariati problemi che la complessa questione solleva, primo fra tutti l’efficienza e la celerità della pubblica amministrazione e la relativa valorizzazione dei tratti peculiari di forza della nostra regione.

Per l'Umbria si impone un profondo ripensamento dei fattori strategici alla base delle  politiche del lavoro, aprendo una “prospettiva solidale” fra tutte le forze produttive che animano il tessuto economico e sociale della regione.
In primo luogo, occorre contrastare e correggere il processo in atto di vera e propria deindustrializzazione della regione. Comparti fondamentali dell’economia umbra e nazionale rischiano di scomparire - vedasi Merloni, Faber e Basell – o di essere messi in discussione come altri comparti dell’economia regionale. In secondo luogo, è necessario operare in direzione della qualificazione del lavoro, riprogettando il sistema della formazione e della formazione-lavoro, tessendo modalità alternative di rapporto tra Università, soggetti produttori di sapere e cultura e universo produttivo e professionale. A questo proposito va ricordato che in Umbria è precaria circa
un terzo della forza lavoro e troppi giovani qualificati e specializzati (in specie donne) non trovano sbocchi adeguati e coerenti con la qualificazione conseguita. 

In terzo luogo, è decisivo riconoscere e valorizzare le nuove professioni. Attraverso la cosiddetta green economy e per mezzo dei comparti tecnologicamente più avanzati, è fondamentale aprire a nuove competenze per aprire nuovi spazi di mercato in ambito internazionale. La ricerca dell'aumento della produttività del lavoro deve essere accompagnato da politiche orientate a rafforzare e ammodernare il sistema dei diritti e delle tutele. In tale quadro, va sostenuto il ruolo primario della piccola e micro impresa, da considerare anche nella preziosa funzione sociale - oltre che economica - quotidianamente svolta nei territori. Non è dunque una contraddizione proporre l'attività impresa e il suo corretto svolgimento come patrimonio comune della nostra società regionale.

In quarto luogo, Umbria come regione d'Europa, fortemente orientata ad alimentare legami e relazioni nel settore del lavoro e dello sviluppo, allacciando e armonizzando in maniera robusta e sistemica le politiche di Perugia con quelle di Bruxelles. Politiche economiche e del lavoro devono rappresentare una spina dorsale delle politiche comunitarie, anziché scaturire da larghi e deboli accordi di natura intergovernativa. Le politiche di promozione del lavoro sono infatti la leva attraverso cui evitare la cosiddetta “guerra tra poveri”, presente nelle capillari pieghe sociali di ogni paese europeo. L'Umbria non può rinunciare a portare in sede europea il suo contributo e la sua voce. Non può rinunciare a europeizzare ancora di più il sistema di acquisizione delle conoscenze e delle competenze, il lavoro, l'impresa e le varie filiere produttive d'eccellenza.
A questo proposito l’impegno sinergico di tutte le Istituzioni, a cominciare dal Governo centrale, risulta indispensabile: il PD sente la responsabilità di consolidare le prospettive industriali della regione; sente di dover riflette e agire con urgenza anche su questo versante.

Grazie alle risorse europee è possibile elaborare un “Piano straordinario per il lavoro”, funzionale ad allargare le maglie produttive dell’Umbria. Il fondo di 8 miliardi di euro, prospettato da Bruxelles, da destinare all’Italia per combattere disoccupazione e precariato giovanile, permetterebbe iniziative politiche altrimenti fuori portata della Regione. Queste cospicue (sebbene ancora ipotetiche) risorse promuoverebbero in Umbria investimenti in settori chiave per lo sviluppo e il lavoro. In particolare le eventuali risorse aggiuntive dovrebbero essere destinate ai settori dei materiali speciali e nano strutturati, delle biotecnologie, dell’informatica e delle infrastrutture immateriali, dell’agroalimentare di qualità; in parallelo serve investire con convinzione nella tutela e nella valorizzazione di beni artistici, culturali, ambientali, paesaggistici e sociali della nostra regione.
Alcune proposte Cosciente che i temi del lavoro sono al centro di un intenso dibattito nazionale ancora in corso, il PD regionale ritiene suo compito prioritario l’elaborazione di alcune proposte in
tale ambito. Proposte di competenza regionale che integrano e arricchiscono quelle attualmente in discussione a livello nazionale:

1) revisione del sistema di formazione continua e formazione–lavoro al fine di renderlo più coerente alla programmazione economica e alle caratteristiche sociali e produttive della regione; potenziamento dei servizi pubblici per conciliare lavoro e maternità; detrazioni fiscali e\o tariffarie per le mamme lavoratrici;

2) legge regionale di tutela e valorizzazione della piccola e micro impresa, accompagnata da politiche attive improntate a criteri fortemente selettivi per la creazione di nuove aziende e nuove professioni nell’ambito della green economy e dei settori ad alta tecnologia.

3) defiscalizzazione per i primi tre anni - con riferimento agli oneri regionali, provinciali, comunali - per le attività di impresa avviate in Umbria da giovani under 35, in specie nei comparti citati al punto 2;

4) utilizzo dei fondi FAS (213 milioni di euro non interamente vincolati e in parte destinati alle aree svantaggiate); attivazione di strumenti a sostegno dell’emergenza economica e sociale; adozione per i lavoratori delle aziende in crisi (lavoratori in mobilità, cassa integrazione, licenziati) di provvedimenti simili a quelli adottati in occasione dell’emergenza post sisma 1997, coinvolgendo in un patto solidale Governo, istituzioni locali, istituti di credito e di previdenza.

Il lavoro è motore di emancipazione della persona, è autonomia, è il mezzo per realizzare un progetto di vita, è fattore di protezione e promozione sociale, è maturazione individuale
e collettiva, è strumento di eguaglianza e mattone primo della democrazia.

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14 febbraio 2012

LAVORO E SVILUPPO: “Il lavoro per costruire il futuro”

Il Partito Democratico, ha individuato il lavoro come tema prioritario della sua iniziativa politica e ha prodotto un documento, attraverso il Dipartimento Economia e Lavoro, di analisi e di proposte per la politica delle nostre istituzioni.

I circoli del PD di Narni vi invitano a partecipare all'incontro



LAVORO E SVILUPPO
“Il lavoro per costruire il futuro”
Sabato 25 febbraio 2012
ore 10.00
Sala del Camino - Palazzo Eroli
NARNI

con

FRANCESCO DE REBOTTI
(Candidato a Sindaco di Narni)

PIERPAOLO BARETTA
(Responsabile dei deputati del PD nella commissione Bilancio della Camera)

ROBERTA AGOSTINI
(Portavoce Democratiche Segreteria Nazionale PD)

LAURA DIMIZIANI
(Responsabile Lavoro Segreteria Provinciale)

JACOPO TEODORI
(Segretario Provinciale Giovani Democratici

Coordina
ROBERTA ISIDORI
(Portavoce dell'Assemblea Provinciale delle Donne del PD)


Il disegno neoliberista è fallito, il dato è ormai appurato e acquisito. Le forze progressiste europee sono perciò chiamate a confrontarsi su una nuova idea di sviluppo compatibile che faccia perno sui valori etici della solidarietà, della coesione sociale e del rispetto per l’ambiente e le risorse comuni.
Il PD dell'Umbria sente l'esigenza di giocare d'anticipo e di impegnarsi nel tracciare la strada che dovrà portare la nostra regione fuori dal guado della crisi. Un nuovo modello di sviluppo territoriale implica un diverso ruolo della pubblica amministrazione, un modo alternativo di ... continua a leggere nel link "Lavoro">>



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6 gennaio 2012

L'Europa, l'Italia e la crisi - Quali Riforme - Il PD e la fase 2 del Governo Monti

Lunedì 9 Gennaio 2012

ore 17.30

presso la Sala "Francesco Schiarea" -ex casa cantoniera di Via Narni -Terni (quartiere Polymer)

i Circoli del Partito Democratico di Terni,organizzano il secondo appuntamento sul tema

 

"L'Europa, l'Italia la crisi"

 

Insieme al Sen. Enrico Morando, Componente Commissione Bilancio del Senato, si parlerà di

"Quali Riforme. Il Partito Democratico e la fase 2 del Governo Monti"




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28 maggio 2011

CONFERENZA DEL LAVORO

Giovedì 26 maggio 2011 si è volta nella nuova sede del PD di Narni Scalo l'Unione Comunale per la "Conferenza del Lavoro".
Dopo l'apertura dei lavori da parte del coordinatore Comunale Claudio Proietti, molti sono stati gli interventi dei partecipanti: giovani studenti, lavoratori, donne, disoccupati e sindacalisti contribuendo così ad arricchire la discussione.
L'ospite, Ceccotti Enrico del Dipartimento Economia e Sviluppo del nazionale, ha concluso il dibattito che comunque continuerà all'interno della Conferenza del Lavoro permanente tramite i delegati eletti nella stessa serata.
Infatti, Marco De Arcangelis, Camillo Campana e Mauro Forunati, sono stati eletti all'unanimità dell'assemblea rappresentanti del PD narnese nella Conferenza regionale che si è svolta oggi 27 e domani 28 maggio a Perugia.




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23 maggio 2011

CONFERENZA REGIONALE DEL LAVORO

Venerdì 27 maggio
Ore 16:00 Apertura Lavori
Relazione: Lamberto Bottini Segretario regionale Pd Umbria “Con l’Umbria per crescere”
Coordina: Luca Sborzacchi Resp. Lavoro PD Provinciale di Perugia
Intervengono: Gianluca Rossi Assessore Regione Umbria
 Le Associazioni di Categoria: CGIL, CIA, CISL, CNA, COLDIRETTI, CONFAGRICOLTURA, CONFAPI CONFARTIGIANATO, CONFCOMMERCIO, CONFCOOPERATIVE, CONFESERCENTI, CONFINDUSTRIA LEGA COOP, UIL



Contributi di:
Wladimiro Boccali Sindaco di Perugia
Marco Vinicio Guasticchi Presidente Provincia di Perugia
Leopoldo Di Girolamo Sindaco di Terni
Feliciano Polli Presidente Provincia di Terni

I Parlamentari umbri:
Mauro Agostini, Gianpiero Bocci, Annarita Fioroni, Sandro Gozi, Marina Sereni, Carlo Emanuele Trappolino e Walter Verini
Renato Locchi Capogruppo PD Regione Umbria
Dante Andrea Rossi Segretario Pd Perugia
Mario Giovannetti Segretario Pd Terni

Hanno inoltre confermato la propria presenza: Assessori dei Comuni di Perugia e Terni Assessori delle Province di Perugia e Terni Gruppi Consiliari dei Comuni di Perugia e Terni Gruppi Consiliari delle Province di Perugia e Terni Gruppo Regione Umbria

Ore 19.30 Conclusioni
Catiuscia Marini Presidente Regione Umbria

Sabato 28 Maggio
Ore 09:00 Accreditamento Delegati
Ore 09:30 Apertura Lavori

Intervengono:
Valerio Marinelli Coordinatore Dipartimenti Pd Umbria “Il percorso umbro della Conferenza”
Valentino Filippetti Resp. Dipartimento Lavoro Pd Umbria “Relazione sui documenti nazionali del Lavoro”
Coordina: Antonello Chianella Resp. Organizzazione PD Umbria
Dibattito
Ore 12.30 Conclusioni Stefano Fassina Responsabile Economia Lavoro Pd Naziona
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23 marzo 2011

Bersani, soluzioni per il polo chimico Ternano

Il Governo "non mostra alcuna attenzione ai problemi dell'attività industriale e dell'occupazione": lo ha detto il segretario del Pd, Pierluigi Bersani, prima di partecipando a Terni ad un incontro sulla crisi del locale polo chimico (con un migliaio di lavoratori a rischio). "Ho voluto, anche nel giorno della Libia, venire a Terni - ha spiegato Bersani - intanto per mettere il riflettore sui problemi industriali e su questa realtà industriale, oltre che per dire che l'Italia non può mangiare senza prospettive industriali. Per dire inoltre che dove c'è la cultura del lavoro bisogna che sia preservata e ricostruita, dandole delle prospettive; per dire che uno non può scappare se è una multinazionale". Su quest'ultimo punto, Bersani ha ricordato di aver "fatto il ministro" e quindi di "sapere che si li chiami (i responsabili delle multinazionali, ndr), vengono". Da qui l'invito di Bersani al Governo ad adoperarsi per una soluzione della vertenza del polo chimico ternano, agendo 'da driver e da capofila' delle azioni da mettere in atto.


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gennaio       
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29 dicembre 2010 La fine dell'anno La fine dell'anno è arrivata. Il primo decennio del  XXI secolo si è concluso. Ho riascoltato i discorsi di fine anno dei nostri Presidenti della Repubblica. Qualcuno leggeva altri andavano a memoria. Gli argomenti? Disoccupazione, emigrazione, terrorismo, studenti, assassini comuni e politici.  la costanza di tali elementi  mi è ... (continua) Leggi tutto

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