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30 marzo 2009

Dimensionamento scolastico

La Regione Umbria ha varato nelle scorse settimane il proprio Piano regionale sul dimensionamento scolastico che ha determinato l’accorpamento delle dirigenze di diverse scuole presenti sul territorio: uno dei primi effetti delle politiche del Governo Berlusconi in tema di pubblica istruzione.... continua


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tag: scuola
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3 febbraio 2009

La scuola è un bene di tutti i cittadini

 È tempo di iscrizioni
Scegliere la scuola per il proprio figlio non è mai semplice. In questo momento è quasi impossibile!
L’incertezza regna sovrana, specie nel primo ciclo
La scuola elementare viene cambiata per motivi di risparmio nel più totale disordine e senza alcun confronto: orari, modelli organizzativi, didattica, docenti, contenuti, modo di valutare.
Le innovazioni della Gelmini?
Meno docenti, meno tempo scuola, meno finanziamenti e voti per selezionare ed escludere.
Una scuola che diventa sempre più povera!
Provvedimenti e norme sono prodotti in ritardo
Le circolari anticipano i regolamenti.
Ci sono contraddizioni e ambiguità dovunque.
Tra insegnanti e genitori c’è grande confusione
Non affidiamoci a messaggi e “dossier” che vogliono diffondere ottimismo.
Nascondono i danni e non dicono la verità!

Scuola dell’infanzia

«Posso iscrivere il mio bambino che compie 3 anni entro il 30 aprile 2010?»

Sì, però…

Nella scuola dell’infanzia aumentano gli alunni per sezione e diminuisce il personale

ausiliario.

In molte scuole mancano ambienti, risorse e personale adeguati.

Come saranno garantite le necessità di base di tuo figlio e di tutti i bambini più piccoli:

sicurezza, igiene, assistenza al pasto e al riposo, cura educativa?

Anche per la scuola materna, dopo decenni di importanti esperienze educative e ottime

pratiche didattiche riconosciute a livello internazionale, si torna a parlare di assistenza.

L’anticipo non risolve il problema delle liste d’attesa, ma rende più difficile e meno

sicuro il lavoro degli insegnanti e meno qualificata l’esperienza dei bambini.

Per i bambini dai 2 ai 3 anni servono buoni asili nido, la cui competenza è del Comune.

Possono essere istituite e richieste “sezioni primavera” (da Stato, Comuni e privati), ma

servono garanzie di qualità, locali adeguati, professionalità appropriate.

ATTENZIONE!

LA SCUOLA DELL’INFANZIA È DI BUONA QUALITÀ E NON DEVE SUPPLIRE ALL’ASSENZA

DI ALTRI SERVIZI. PRETENDI CHE NON SIA SNATURATA NELLA SUA IDENTITÀ E

GARANTISCA PERCORSI EDUCATIVI ADEGUATI ALL’ETÀ DEI BAMBINI

Scuola primaria

«Posso iscrivere mio figlio che compie 6 anni entro il 30 aprile 2010?»

Sì, però…

Anche nella scuola primaria aumentano gli alunni per classe e ci sarà un’unica maestra

che non avrà la possibilità di differenziare l’azione didattica in funzione dei bisogni dei

bambini, come invece è stato possibile finora con il modulo e il tempo pieno. A quell’età

la differenza, anche di pochi mesi, è rilevante.

ATTENZIONE!

PRIMA DI ISCRIVERE TUO FIGLIO PARLA CON LE INSEGNANTI DELLA SCUOLA

DELL’INFANZIA E RIFLETTI SUL PERCHÉ SCEGLI PER LUI L’ANTICIPO

«Devo iscrivere mio figlio alla prima classe, quali novità?»

Puoi scegliere tra più modelli orari settimanali: 24, 27, fino a 30, e 40 ore.

· MODELLO A 24 ORE (SCELTA CHE MANTIENI PER IL QUINQUENNIO)

Prevede 2 ore di Religione cattolica, 1 ora di Inglese (che diventano 2 in seconda, 3 in terza,

quarta e quinta), oltre a Informatica, Cittadinanza e Costituzione e vari altri contenuti

disciplinari ormai da anni rinnovati (Educazione fisica, musicale e all’immagine).

NON È LA SCUOLA DEI NOSTRI NONNI E DEI NOSTRI GENITORI: NON PUÒ STARCI TUTTO IN 24 ORE E

NON PUÒ ESSERE AFFIDATO A UN UNICO MAESTRO!

Questa nuova scuola non potrà dare la cura e l’attenzione necessarie a ciascun bambino,

aumenterà le disuguaglianze, riporterà i bambini davanti alla TV, non consentirà alle donne di

lavorare serenamente.

ATTENZIONE!

NON BARRARE IL MODELLO 24 ORE!

· MODELLO A 27 ORE / FINO A 30

È il modello cosiddetto “stellare”. Un maestro a 22 ore + tanti maestri che intervengono per

spezzoni di orario fino a completare l’orario prescelto.

Su questi modelli orari ruoterà una quantità di maestri o maestre molto alta perché si potranno

utilizzare solo le vecchie ore di compresenza (cioè quelle ore - da 2 a 3 per docente - durante

le quali due insegnanti nella stessa classe hanno, finora, realizzato con piccoli gruppi di alunni

attività di laboratorio, integrazione, sostegno, recupero). Infatti, per completare l’orario

prescelto (27/30 ore) ci vorranno un maestro a 22 ore + una serie di maestri (anche 4, 5,…).

Questo vuol dire che non ci sarà uguale responsabilità del gruppo docente e nessuna

programmazione unitaria delle attività didattiche, né ci sarà uguale peso dei docenti nella

valutazione. Alcune discipline conteranno meno di altre e ci saranno conflitti tra i docenti

costretti a ruotare in molte classi con orari, ruoli e compiti gerarchicamente diseguali!

Per quanto bravi possano essere i maestri e le maestre ad attutire le ricadute negative sulla

qualità della didattica, si assisterà allo sgretolamento del modello integrato delle attività, che ha

fatto grande la scuola italiana portandola ai primi posti nelle classifiche internazionali.

COSÌ SI AVREBBE IL RISULTATO DI MOLTIPLICARE FIGURE E CONFUSIONE NELLE CLASSI.

ALTRO CHE UNA SOLA FIGURA DI RIFERIMENTO RASSICURANTE PER I BAMBINI!

· MODELLO A 40 ORE

La circolare per le iscrizioni definisce il tempo pieno “modello organizzativo unitario” senza

articolazione in momenti opzionali e facoltativi.

Si perdono le ore di compresenza (come negli altri modelli!), perché gli insegnanti del tempo

pieno dovranno essere utilizzati, nel loro orario di contemporaneità, in altre classi per

completare le 27/30 ore. In tal modo si svuota di significato il tempo pieno che, di fatto, si

trasforma in un doposcuola.

Il Ministro aveva promesso che tutti i risparmi avrebbero potenziato il tempo pieno nei territori

in cui questo modello è poco diffuso.

Non è vero! Le ore risparmiate delle compresenze verranno utilizzate nell’organico di Istituto

per garantire il funzionamento delle classi a 27/30 ore!

NON AUMENTA IL TEMPO PIENO, MA SI CONSERVA IMPOVERITO QUELLO ATTUALE, E SOPRATTUTTO NON CRESCE NEL SUD DOVE ERA PRESENTE IN QUOTE MOLTO RIDOTTE: 7-8% A FRONTE DEL 35-40% DEL CENTRO/NORD.

ATTENZIONE!

PER NON PEGGIORARE LA SITUAZIONE SCEGLI DI BARRARE

SOLO LE OPZIONI A 40 E 30 ORE, RICHIEDENDO CHE LA SCUOLA GARANTISCA

L’ASSISTENZA AL TEMPO MENSA ANCHE PER LE PRIME CLASSI

«Mio figlio frequenta la seconda/terza/quarta/quinta. Che cosa succederà?»

Cambia anche qui completamente l’organizzazione didattica già scelta dalle famiglie.

SCOMPARIRÀ L’ORGANIZZAZIONE A MODULO, CON IL TEAM DI 3 DOCENTI SU 2 CLASSI. ANCHE QUI

NESSUNA COMPRESENZA!

Le scuole non potranno più offrirla e le famiglie non potranno più pretenderla. Per la prima

volta nella storia della scuola italiana il diritto degli alunni a concludere un percorso scolastico

in continuità con il modello organizzativo e didattico scelto all’inizio, non verrà rispettato!

Tutta questa operazione porterà a tagli di organico nella scuola elementare triplicati rispetto a

quelli previsti dalla legge 133 e dal Piano programmatico (circa 30.000 solo nel 2009-10).

ATTENZIONE!

LA CIRCOLARE NON LO PREVEDE, MA È OPPORTUNO CHE TU CHIEDA PER ISCRITTO

ALLA SCUOLA E ALL’UFFICIO SCOLASTICO REGIONALE LA GARANZIA DELLA CONTINUITÀ DELL’ATTUALE MODELLO ORGANIZZATIVO E DIDATTICO (COMPRESE LE COMPRESENZE)

LE SCUOLE SONO TENUTE A PROTOCOLLARE LE DOMANDE E I CONSIGLI DI

CIRCOLO E DI ISTITUTO DEVONO ESPLICITARE, PRIMA DELLE ISCRIZIONI, I CRITERI

CON CUI VERRANNO ACCOLTE LE RICHIESTE DI TEMPO LUNGO IN CASO DI

INSUFFICIENZA DI ORGANICO

Scuola secondaria di primo grado

«Che cosa succederà?»

Diminuiscono le ore e aumentano i contenuti.

Le ore passano da 33 a 30 (29 ore di insegnamenti curricolari + 1 ora di approfondimento di

Italiano). Scompaiono le attività opzionali.

Il tempo prolungato (36 ore, eccezionalmente fino a 40 se autorizzato dall’USR, senza

compresenze!) potrà essere attivato solo in presenza di precise condizioni (adeguate

attrezzature, 2 rientri settimanali, mensa).

Chi si iscrive alla prima classe potrà chiedere l’Inglese potenziato, a spese però della seconda

lingua comunitaria, destinata a scomparire perché non ci saranno nuovi incarichi, mentre

l’Europa ci ricorda che occorre conoscere almeno due lingue, oltre quella madre, per essere

cittadini a tutti gli effetti.

ATTENZIONE!

È IMPORTANTE SCEGLIERE LA SECONDA LINGUA COMUNITARIA E CONTINUARE

CON L’OPZIONE DEL TEMPO PROLUNGATO

Scuola secondaria di II grado

Sono confermati per l’anno scolastico 2009-10 i percorsi di istruzione previsti dagli attuali

ordinamenti.

L’obbligo di istruzione, secondo l’attuale normativa, si può assolvere anche nei percorsi di

istruzione e formazione professionale o nei percorsi integrati sperimentali triennali.

ATTENZIONE!

L’ISTRUZIONE È COMPITO DELLA SCUOLA SE VUOI INVESTIRE SUL FUTURO DI TUO FIGLIO ISCRIVILO A UNA SCUOLA SECONDARIA SUPERIORE

INFORMATI SU QUELLO CHE SUCCEDERÀ IL PROSSIMO ANNO

In un momento di tale gravità per la scuola è necessario che ognuno faccia la sua parte:

docenti, genitori, studenti, sindacati, associazioni, partiti, Enti locali e Regioni con la consapevolezza che da tutto questo si rischia di non tornare indietro!

A cura di:
Centro di Iniziativa Democratica degli Insegnanti:
mail@cidi.it
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Coordinamento Genitori Democratici: cgdnaz@tiscali.it.

Coordinamento “Non rubateci il futuro”: nonrubatecilfuturo@googlegroups.com.
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5 gennaio 2009

SCUOLA: Bozze regolamenti attuativi il Miur peggiora sé stesso

Dal sito della CGIL scuola
Le bozze ufficiali smentiscono anche gli impegni presi a Palazzo Chigi e rendono evidente la pesante riduzione degli organici, unico obiettivo di questo Governo.

Il Miur ha reso pubbliche nella giornata del 22.12.08 le due bozze di regolamenti licenziati dal Consiglio dei Ministri del 18 dicembre 2008 relative, rispettivamente, alla riorganizzazione della rete scolastica e alla revisione dell'assetto ordinamentale, organizzativo e didattico della scuola dell'infanzia e del primo ciclo di istruzione.


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22 dicembre 2008

Riforma Tremonti-Gelmini

“SU RIFORMA RESTANO NECESSITÀ INTERLOCUZIONE CON GOVERNO E DELUSIONE” 
In merito al dibattito aperto sulla riforma della scuola, dall’assessore regionale all’Istruzione e Diritto allo studio MARIA PRODI

“Fra contrastanti annunci e l’affastellarsi di atti normativi non sempre lineari, tutti discutono di scuola, ma la confusione regna sovrana. A che punto sta la riforma Gelmini-Tremonti?
A metà dicembre, in un incontro con i sindacati, il ministro Gelmini annuncia che la riforma dei tecnici e dei licei verrà rimandata di un anno. Inoltre sembrano ammorbiditi alcuni provvedimenti. L’opposizione esulta, ma il maestro unico resta, e resta l’entità dei tagli. La riforma dell’istruzione tecnica, che è stata bloccata, è quella affidata alla commissione nominata da Fioroni e ripresa dalla Gelmini, tanto si è che nessuno ha chiesto di fermarla, ma anzi, di renderla finalmente disponibile per la discussione. Anzi, se il governo, invece di incaponirsi con le elementari, avesse presentato per tempo la sua proposta (non ancora disponibile...) avremmo potuto confrontarci sul merito, e adesso impegnarci assieme ad attuare questa attesa riforma. Resta, minacciosa, la chiusura delle piccole scuole, rimandata solo di un anno.
Fu vera retromarcia? Il 17 dicembre il ministro Gelmini ricevendo cortesemente gli assessori regionali (gesto doveroso, cui però altri suoi colleghi si sottraggono...), ha negato di aver cambiato il Piano e di aver invertito la rotta. Gli assessori non hanno potuto perciò complimentarsi con il ministro per il passo avanti, anche se è indubbio che alcune istanze sono state prese in considerazione. Viceversa, hanno ritenuto il regolamento sul dimensionamento che è stato loro presentato molto discutibile. Infatti a novembre, in accordo con le Regioni, il Governo aveva allontanato lo spettro del commissariamento minacciato in ottobre, stabilendo che le Regioni avrebbero comunque dimensionato le autonomie scolastiche entro dicembre, secondo i vecchi parametri del 1998, e dopo una verifica da tenersi a febbraio si sarebbe proceduto ad un’intesa sui nuovi criteri per la razionalizzazione della rete delle scuole. Anticipare per regolamento le questioni su cui si prospetta una intesa pare procedura un po’ bizzarra. Preoccupa inoltre la spiacevole scoperta che nel regolamento che disciplina la scuola primaria si detta che la riforma impatterà da subito su tutti i 5 anni della elementare: non ci saranno più gli attuali moduli, non più ore di compresenza, e quindi non più tre insegnanti su due classi, ma un maestro prevalente più qualche ora assegnata ad altri anche per i bambini che avevano già iniziato la scuola con i moduli”.
“Mediamente ci saranno circa due insegnanti e mezzo ogni due classi. Quindi con un risparmio da settembre di un insegnante su sei. In realtà una perdita: oltre al taglio dei posti di lavoro, l’organizzazione didattica cambierà in tutte le classi e presumibilmente anche molte attività e progetti saranno cancellati.
Nella sua presentazione, il Ministro insiste molto sul fatto che è cambiata l’impostazione pedagogica, e che il maestro unico si impone comunque, oltre che nell’orario minimalista delle 24 ore, anche in quelli più lunghi, come maestro prevalente. Ma allora va cambiata, restringendola, la norma sull’autonomia, perché allo stato attuale essa lascia alle scuole ampi margini di manovra sulla organizzazione interna.
Che ne sarà dei progetti intrapresi, della modulazione del lavoro già in atto negli anni precedenti, della cura specifica per casi più impegnativi, dei laboratori o attività già sperimentati? Si può presupporre anche un notevole rimescolamento delle titolarità, con maestri che si spostano da una classe all’altra inseguendo le ore che si perdono?
La Regione Umbria, inoltre, ha chiesto al Ministro di non limitarsi a garantire il tempo pieno esistente, distribuito quasi solo al Nord, ma di garantire che sarà equamente disponibile, secondo le richieste delle famiglie anche in Umbria. Oggi, in Umbria, in moltissimi casi, per tenere i figli di più a scuola le famiglie devono pagare il doposcuola, oppure impegnare i Comuni per il loro finanziamento.
Il 18 dicembre il Ministro ha presentato al Governo i regolamenti attuativi della riforma. Non si è trattato di una vera e propria approvazione da parte del Governo, anche se è stata comunicata come tale. Sono uscite tabelle e schemi, ma non i testi dei regolamenti.
Resta, quindi, la necessità di una decisa e sostenuta interlocuzione. Resta la delusione per il prevalere, comunque, delle pretese del Ministero del Tesoro rispetto alle giuste aspettative e alla salvaguardia della qualità della scuola italiana”.
Perugia, 20 dic. 08 


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20 ottobre 2008

Sulla Scuola Pubblica

Piero CALAMANDREI, classe 1889, fiorentino, laureato in legge e professore universitario di Procedura Civile, partecipò come ufficiale volontario alla Grande Guerra, antifascista, fondatore del Partito d’Azione, Accademico nazionale dei Lincei, giornalista e fondatore di riviste politico-letterarie.

Si tratta di un intervento di Pietro Calamandrei datato 1950

Sarà, che i tempi si ripetono...o forse quest'uomo aveva la vista molto lunga. Penso che sia utile ragionare a fondo su quello che è già successo nel corso della storia italiana, per prendere la misura di quello che potrà (ri)accadere, o di ciò che sta già avvenendo...

 

"Facciamo l'ipotesi, così astrattamente, che ci sia un partito al potere, un partito dominante, il quale però formalmente vuole rispettare la Costituzione, non la vuole violare in sostanza.

Non vuol fare la marcia su Roma e trasformare l'aula in alloggiamento per i manipoli; ma vuol istituire, senza parere, una larvata dittatura.

Allora, che cosa fare per impadronirsi delle scuole e per trasformare le scuole di Stato in scuole di partito?

Si accorge che le scuole di Stato hanno il difetto di essere imparziali. C'è una certa resistenza; in quelle scuole c'è sempre, perfino sotto il fascismo c'è stata. Allora, il partito dominante segue un'altra strada (è tutta un'ipotesi teorica, intendiamoci). Comincia a trascurare le scuole pubbliche, a screditarle, ad impoverirle.

Lascia che si anemizzino e comincia a favorire le scuole private. Non tutte le scuole private.

Le scuole del suo partito, di quel partito. Ed allora tutte le cure cominciano ad andare a queste scuole private. Cure di denaro e di privilegi. Si comincia persino a consigliare i ragazzi ad andare a queste scuole, perché in fondo sono migliori si dice di quelle di Stato. E magari si danno dei premi, come ora vi dirò, o si propone di dare dei premi a quei cittadini che saranno disposti a mandare i loro figlioli invece che alle scuole pubbliche alle scuole private.

A "quelle" scuole private. Gli esami sono più facili, si studia meno e si riesce meglio. Così la scuola privata diventa una scuola privilegiata. Il partito dominante, non potendo trasformare apertamente le scuole di Stato in scuole di partito, manda in malora le scuole di Stato per dare la prevalenza alle sue scuole private.

Attenzione, amici, in questo convegno questo è il punto che bisogna discutere. Attenzione, questa è la ricetta.

Bisogna tener d'occhio i cuochi di questa bassa cucina. L'operazione si fa in tre modi: ve l'ho già detto: rovinare le scuole di Stato. Lasciare che vadano in malora. Impoverire i loro bilanci. Ignorare i loro bisogni. Attenuare la sorveglianza e il controllo sulle scuole private. Non controllarne la serietà.

Lasciare che vi insegnino insegnanti che non hanno i titoli minimi per insegnare. Lasciare che gli esami siano burlette. Dare alle scuole private denaro pubblico.

Questo è il punto. Dare alle scuole private denaro pubblico"

Piero Calamandrei - discorso pronunciato al III Congresso in difesa della Scuola nazionale a Roma l'11 febbraio 1950 


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Credo che la libertà sia uno dei beni che gli uomini dovrebbero apprezzare di più. La libertà è come la poesia: non deve avere aggettivi, è libertà." "Alla fine il reato più grave diventa quello di chi racconta certe cose, anzichè chi le fa. La colpa non è dello specchio, ma di chi ci sta davanti." Enzo Biagi