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PartitoDemocraticoNarniSud S.Vito, Guadamello, Gualdo, Vigne, Schifanoia, Borgaria, Itieli e Taizzano
30 maggio 2011

Analisi del voto: il PD è il pilastro del centrosinistra vincente

Per entrare nel dettaglio bisogna prendere la lente d'ingrandimento, partendo dalle coalizioni. Il centrodestra ha perso 56 mila voti (il 6%), rispetto alle precedenti comunali, il centrosinistra paga ancora di più con meno 175 mila voti, il 14,4%. Ma se si guarda a cosa è cambiato rispetto ad un anno fa - il «confronto più corretto sul piano politico» secondo i ricercatori - da una parte c'è il meno dall'altra il più: il centrodestra perde più o meno lo stesso numero di voti, 57 mila, il 6,1%. Mentre il centrosinistra ne ha guadagnati 66 mila, il 6,8%. È un campanello quel 6% che manca a destra e si aggiunge a sinistra: è possibile che ci sia stato un travaso di voti e che 6o mila elettori siano «fisicamente» passati dal centrodestra al centrosinistra?

Almeno per il momento l'Istituto Cattaneo non si pronuncia. Ma gli esperti del settore sono concordi nel ritenere poco probabile questa ipotesi: di solito i cambi di maggioranza non arrivano perché chi votava in un modo decide di passare dall'altra parte. Ma per il gioco dell'astensionismo, con il risultato che vince chi riesce a portare tutti i suoi alle urne. Una dinamica che spiega quelli che ad ogni campagna elettorale chiamiamo toni accesi. Travaso di voti oppure no, il rapporto dell'Istituto Cattaneo scende più nel dettaglio su quello che è successo nelle diverse aree del Paese. Al Nord il centrodestra perde sia rispetto all'anno scorso sia rispetto a cinque anni fa: nelle quattro città del Nord mancano all'appello 83 mila voti, il 16,6%, numeri simili anche in Emilia Romagna. E quello che perde nel Settentrione viene recuperato solo in parte al Sud, dove di voti ne guadagna 40 mila, il12,2%. Per il centrosinistra la situazione è inversa: al Nord guadagna il 16,6% rispetto alle regionali di un anno fa e perde poco rispetto alle comunali del 2006, il 2,6%. Mentre al Sud perde rispetto alle Regionali, il 6,7%, e crolla rispetto alle Comunali con un -30,9% concentrato a Napoli. Se dalle coalizioni scendiamo al dettaglio dei partiti, la bilancia pesa dalla parte del Pd. Il Popolo della libertà ha perso molto rispetto sia all'anno scorso (24,6%) sia a cinque anni fa, 22,3%. Il Partito democratico ha perso il 16,2 rispetto a cinque anni fa ma ha guadagnato il 7,3 rispetto all'anno scorso.



E nella fotografia c'è un altro dettaglio importante: il calo del Pdl viene recuperato dalla Lega ma solo se il confronto viene fatto con le Comunali, dove cresce del 149%, più del doppio. Ma rispetto alle Regionali dell'anno scorso il partito di Bossi cala del 16%, soprattutto a Milano e Torino. Se non dalla Lega, il crollo del Pdl, è attutito dal buon risultato delle liste civiche collegate al centrodestra che salgono del 32,4%.

E gli altri partiti? L'Italia dei valori cresce del 67,3% rispetto a cinque anni fa ma scende del 40,7% rispetto all'anno scorso, specie al Nord. E possibile che questi voti siano andati alla Federazione della sinistra e Sel di Vendola, che insieme aumentano della stessa percentuale? Anche qui i ricercatori del Cattaneo non si pronunciano sull'ipotesi travaso ma i numeri simili e il bacino elettorale analogo la fanno sembrare probabile. L'Udc crolla rispetto a cinque anni fa (-25,4%) e tiene rispetto all'anno scorso (-1,4%), anche se perde al Nord e si rafforza al Sud. Proprio l'Udc viene battuta dal Movimento 5 stelle in tutte le città del Nord. Rispetto all'anno scorso la lista di Beppe Grillo allunga di 26 mila voti, + 39%”.


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28 maggio 2011

CONFERENZA DEL LAVORO

Giovedì 26 maggio 2011 si è volta nella nuova sede del PD di Narni Scalo l'Unione Comunale per la "Conferenza del Lavoro".
Dopo l'apertura dei lavori da parte del coordinatore Comunale Claudio Proietti, molti sono stati gli interventi dei partecipanti: giovani studenti, lavoratori, donne, disoccupati e sindacalisti contribuendo così ad arricchire la discussione.
L'ospite, Ceccotti Enrico del Dipartimento Economia e Sviluppo del nazionale, ha concluso il dibattito che comunque continuerà all'interno della Conferenza del Lavoro permanente tramite i delegati eletti nella stessa serata.
Infatti, Marco De Arcangelis, Camillo Campana e Mauro Forunati, sono stati eletti all'unanimità dell'assemblea rappresentanti del PD narnese nella Conferenza regionale che si è svolta oggi 27 e domani 28 maggio a Perugia.




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23 maggio 2011

CONFERENZA REGIONALE DEL LAVORO

Venerdì 27 maggio
Ore 16:00 Apertura Lavori
Relazione: Lamberto Bottini Segretario regionale Pd Umbria “Con l’Umbria per crescere”
Coordina: Luca Sborzacchi Resp. Lavoro PD Provinciale di Perugia
Intervengono: Gianluca Rossi Assessore Regione Umbria
 Le Associazioni di Categoria: CGIL, CIA, CISL, CNA, COLDIRETTI, CONFAGRICOLTURA, CONFAPI CONFARTIGIANATO, CONFCOMMERCIO, CONFCOOPERATIVE, CONFESERCENTI, CONFINDUSTRIA LEGA COOP, UIL



Contributi di:
Wladimiro Boccali Sindaco di Perugia
Marco Vinicio Guasticchi Presidente Provincia di Perugia
Leopoldo Di Girolamo Sindaco di Terni
Feliciano Polli Presidente Provincia di Terni

I Parlamentari umbri:
Mauro Agostini, Gianpiero Bocci, Annarita Fioroni, Sandro Gozi, Marina Sereni, Carlo Emanuele Trappolino e Walter Verini
Renato Locchi Capogruppo PD Regione Umbria
Dante Andrea Rossi Segretario Pd Perugia
Mario Giovannetti Segretario Pd Terni

Hanno inoltre confermato la propria presenza: Assessori dei Comuni di Perugia e Terni Assessori delle Province di Perugia e Terni Gruppi Consiliari dei Comuni di Perugia e Terni Gruppi Consiliari delle Province di Perugia e Terni Gruppo Regione Umbria

Ore 19.30 Conclusioni
Catiuscia Marini Presidente Regione Umbria

Sabato 28 Maggio
Ore 09:00 Accreditamento Delegati
Ore 09:30 Apertura Lavori

Intervengono:
Valerio Marinelli Coordinatore Dipartimenti Pd Umbria “Il percorso umbro della Conferenza”
Valentino Filippetti Resp. Dipartimento Lavoro Pd Umbria “Relazione sui documenti nazionali del Lavoro”
Coordina: Antonello Chianella Resp. Organizzazione PD Umbria
Dibattito
Ore 12.30 Conclusioni Stefano Fassina Responsabile Economia Lavoro Pd Naziona
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18 maggio 2011

L'Ufficio legislativo del Gruppo Pd Senato spiega i quesiti referendari

Acqua 1
Il primo quesito sulla privatizzazione dell'acqua riguarda le modalità di affidamento e gestione dei servizi pubblici locali di rilevanza economica.

"Volete voi che sia abrogato l'art. 23 bis (Servizi pubblici locali di rilevanza economica) del decreto legge 25 giugno 2008 n.112 "Disposizioni urgenti per lo sviluppo economico, la semplificazione, la competitività, la stabilizzazione della finanza pubblica e la perequazione tributaria" convertito, con modificazioni, in legge 6 agosto 2008, n.133, come modificato dall'art.30, comma 26 della legge 23 luglio 2009, n.99 recante "Disposizioni per lo sviluppo e l'internazionalizzazione delle imprese, nonché in materia di energia" e dall'art.15 del decreto legge 25 settembre 2009, n.135, recante "Disposizioni urgenti per l'attuazione di obblighi comunitari e per l'esecuzione di sentenze della corte di giustizia della Comunità europea" convertito, con modificazioni, in legge 20 novembre 2009, n.166, nel testo risultante a seguito della sentenza n.325 del 2010 della Corte costituzionale?".

Acqua 2

Il secondo quesito riguarda la determinazione della tariffa del servizio idrico integrato in base all'adeguata remunerazione del capitale investito. In questo caso agli elettori viene proposta una abrogazione parziale della norma.

"Volete voi che sia abrogato il comma 1, dell'art. 154 (Tariffa del servizio idrico integrato) del Decreto Legislativo n. 152 del 3 aprile 2006 "Norme in materia ambientale", limitatamente alla seguente parte: "dell'adeguatezza della remunerazione del capitale investito"?".
La posizione del PD >>

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Nucleare
Si tratta di una parte del decreto legge recante "Disposizioni urgenti per lo sviluppo economico, la semplificazione, la competitività, la stabilizzazione della finanza pubblica e la perequazione tributaria" firmato il 25 giugno 2008 e convertito in legge "con modificazioni" il 6 agosto dello stesso anno.

"Volete voi che sia abrogato il decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133, nel testo risultante per effetto di modificazioni ed integrazioni successive, recante Disposizioni urgenti per lo sviluppo economico, la semplificazione, la competitività, la stabilizzazione della finanza pubblica e la perequazione tributaria, limitatamente alle seguenti parti: art. 7, comma 1, lettera d: realizzazione nel territorio nazionale di impianti di produzione di energia nucleare?".
La posizione del PD >>

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Legittimo impedimento
Dopo la dichiarazione di parziale incostituzionale della legge sul legittimo impedimento, la Corte di Cassazione ha autorizzato, con ordinanza, lo svolgimento del referendum.

"Volete voi che siano abrogati l'articolo 1, commi 1, 2, 3, 5, 6 nonchè l'articolo 1 della legge 7 aprile 2010 numero 51 recante "disposizioni in materia di impedimento a comparire in udienza?".
La posizione del PD >>

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16 maggio 2011

Riccardo Maraga - Sindaco di Amelia

E' Riccardo Maraga il nuovo sindaco di Amelia. Il giovanissimo (28 anni) candidato del Pd ha ottenuto 4.085 voti pari al 54,86% ed ha battuto Emanuele Pasero (2.760 voti - 37,06%) e Umbro Coppo (601 voti - 8,07%). Ad Avigliano Umbro, invece, Giuseppe Chianella è stato riconfermato sindaco con 1.163 voti pari all'80,70 %, un vero plebiscito. La rivale, Agnese Di Giorgio ha ottenuto 278 voti pari al 19,29%

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16 maggio 2011

Risultati elezioni: "Vinciamo noi e perdono loro"

Bersani commenta il voto delle amministrative 2011: “La crisi di governo che esiste già, sicuramente si acuirà e arriverà a un punto di rottura. Occupiamoci prima di tutto del lavoro"

“I dati che stanno arrivando significano una cosa sola: vinciamo noi e perdono loro”, così il segretario del PD, Pier Luigi Bersani ha introdotto la conferenza stampa con cui sono stati analizzati i primi risultati delle elezioni amministrative 2011.

“Siamo molto soddisfatti – ha continuato il leader democratico – c'è un'inversione di tendenza un po' ovunque con un vento del nord contro il globo Pdl-Lega. La sfida lanciata da Berlusconi, agitare le tifoserie, si è rivelata un boomerang. Noi abbiamo fatto una campagna elettorale su temi di merito, con il lavoro al primo posto. Abbiamo lasciato gli estremismi a Berlusconi e i risultati si sono visti”.



Milano."Il voto di Milano ha avuto un esito straordinario. Il mio pronostico si è avverato, quando dicevo che a Milano si vinceva facile, avevo ragione. Anche se il risultato di oggi va oltre le mie aspettative. Ma non mi stupisco che da Milano arrivi un segnale contro questa maggioranza di centrodestra".

"Sui ballottaggi siamo più che fiduciosi - ha aggiunto il segretario del Pd - e ci impegneremo, combatteremo, mostreremo il volto civile della nostra battaglia.

Napoli. "Lavoreremo per unire tutto il centrosinistra incoraggiati anche dal fatto evidente che Lettieri ha un risultato molto basso", ha proseguito Bersani parlando del voto a Napoli.
"Le forze che il centrosinistra mette in campo sono nelle condizioni di poter vincere ai ballottaggi. Il Pd lavorerà per unire e per portare avanti questa battaglia comune".

L'affermazione della lista di Grillo al Nord. Pier Luigi Bersani ha voluto mandare un messaggio ai candidati 'grillini' che hanno corso con la lista Cinque Stelle: "Non si può stare nell'infanzia per sempre. Se si diventa forza politica bisogna tirare le somme e decidere. Ci rivolgeremo a loro in modo amichevole e rigoroso, ci interessa la loro opinione, soprattutto quella dei giovani. Ma sia chiaro: possiamo migliorarci, ma non siamo uguali agli altri".

Derivate politiche: riflessioni e crisi. Le riflessioni che nasceranno all'interno della maggioranza cammineranno con gambe proprie dopo la sconfitta elettorale. “A questo punto la Lega faccia una riflessione perché il voto di Milano dimostra che si è aperta un'incrinatura fortissima tra il centrodestra e i suoi elettori che non può non portare a una crisi Pdl-Lega. Si sta aprendo una nuova fase politica ed è evidente che il governo non è in grado di governare ed è inutile che dopo le elezioni provino a rabberciare”. Ora stiamo andando con il pilota automatico ma l'Italia non può andare avanti così.

Il terzo Polo. Alla domanda sulle alleanze e in particolare sul Terzo Polo, Pier Luigi Bersani ha confermato la strategia del PD: "Il messaggio del PD era, è e sarà che bisogna andare oltre Berlusconi e ricostruire il Paese con una convergenza di progressisti e moderati seriamente costituzionali. Noi ci preoccupiamo dell'Italia e parliamo del dopo Berlusconi che non sarà banale perché con l'attuale maggioranza sono stati lesionati alcuni muri portanti della nostra democrazia”.

Ballottaggi. Bersani non ha dubbi nel caso in cui i prossimi ballottaggi confermassero la tendenza di vittoria del centrosinistra. "La crisi di governo che esiste già, sicuramente si acuirà e arriverà a un punto di rottura".

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15 maggio 2011

Bersani, «L'Italia è con il Pd»

 

bersani primissimo piano fumo 640

Pier Luigi Bersani “tira il fiato” nella sua Piacenza dopo una campagna elettorale di cui il segretario del Pd si dice pienamente soddisfatto, per quel che riguarda la sua parte. «In queste settimane si è visto chi è mosso da valori in cui crede, chi ha parlato di lavoro, di redditi, dei temi che interessano agli italiani, e chi invece cerca la rissa per eccitare gli animi, per evitare di parlare dei problemi veri e trasformare gli elettori in tifoserie contrapposte».

Squadra che vince non si cambia, è il detto, e finora Berlusconi ha ottenuto belle soddisfazioni con l'accoppiata vittimismo e contrapposizione...

«Finora. Ma ho l'impressione che questa volta il gioco non gli riuscirà. Girando per il Paese ho trovato un Pd in salute e molto combattivo. E sono convinto che la fase aperta nel 2008, gli anni tribolati che ci hanno visto sempre in difficoltà, sta cominciando a chiudersi. In questo confronto elettorale si è vista una marcia in più e sono fiducioso che avremo dei risultati incoraggianti».

E altri scoraggianti, li ha messi in conto?

«Guardi, anche dove non avremo un risultato subito, abbiamo seminato per il futuro. Abbiamo in tanti luoghi candidati freschi, seri, credibili, nuove energie che dal giorno dopo la chiusura delle urne dovremo valorizzare. Sia nelle città in cui vinceremo che in quelle in cui non ci riusciremo».

Prima di pensare all'esito delle urne, pensa che da questa campagna elettorale il Pd abbia acquisito credibilità come alternativa di governo?

«A parte che la nostra credibilità come forza di governo, momentaneamente all'opposizione, ci è data dalle tante città in cui abbiamo ben amministrato e alla cui guida ora verremo riconfermati. Dopodiché, certamente in questa campagna elettorale si è capito che noi siamo un partito che ha nella partecipazione, nella mobilitazione nelle primarie un tratto distintivo, un partito che ha parole d'ordine univoche, a cominciare dal tema del lavoro, un partito con la passione per il sociale e che rivendica una politica onesta, sobria, un'amministrazione rigorosa, alternativa alla destra anche in termini di valori. Un partito che considera lo sviluppo solo nella chiave della qualità, della valorizzazione ambientale e della conoscenza»

E che però al momento non fa parte di una coalizione sufficientemente forte e credibile per essere maggioranza...

«Ma in queste elezioni, salvo eccezioni, in tutte le sfide ho trovato aggregazioni larghe e convinte di centrosinistra, alleate anche a molte liste civiche rispetto alle quali noi del Pd siamo stati generosi, mettendo da parte il nostro interesse di partito rispetto a candidature espressione di civismo. Per questo mi aspetto, nel confronto rispetto alla fase che si è aperta nel 2008, un’inversione di tendenza in tutta Italia».

Andiamo nello specifico: Milano, Torino, Bologna e Napoli. Il vostro obiettivo?

«Intanto, ricordiamoci che ci sonno molte altre sfide rilevanti di cui bisogna tener conto e che non dovremo sottovalutare. Per quel che riguarda queste quattro città, ci aspettiamo un risultato vincente a Torino e
Bologna, auspicabilmente al primo turno, e arrivare al secondo turno per poi giocarcela a Milano e Napoli».

«Auspicabilmente al primo turno», a Torino e Bologna?

C'è un problema di elevata frammentazione delle liste di cui bisogna tener conto».

In entrambe le città potrebbero prendere un bel po' di consensi i candidati grillini.

«Spero che le persone che provano una certa disaffezione nei confronti della politica, che ancora stanno pensando se non andare alle urne o magari andare a votare per Beppe Grillo, ci ragionino bene. Non si può dire che siamo tutti uguali, destra e sinistra. Noi non abbiamo approvato condoni o licenziato insegnanti, noi non vogliamo il nucleare. Soprattutto a chi cavalca certi sentimenti voglio dire che non è consentito stare eternamente nell’infanzia, che se intendono fare politica devono assumersi delle responsabilità. Anche perché abbiamo già visto con le regionali in Piemonte cosa succede a dire sono tutti uguali. Succede che vincono la Lega e Berlusconi. Vogliono questo? Bene. Però lo dicano chiaramente».

Non sono solo i grillini a dire sono tutti uguali. Anche Casini sostiene che hanno sbagliato sia Berlusconi e Letizia Moratti ad alzare in quel modo il livello dello scontro, che voi del centrosinsitra, che a Milano avete candidato un “non moderato” come Pisapia. Cosa dice agli esponenti del Terzo polo, con cui dovrete pur tentare degli accorpamenti ai ballottaggi?

«Che conoscono la nostra impostazione generale, e cioè trovare una convergenza tra progressisti e moderati, forze diverse che però si pongono il problema di ricostruire nel dopo Berlusconi. E, secondo, gli vorrei domandare chi per loro è il vero estremista, se Pisapia o Berlusconi e Moratti, che si sono dimostrati pronti a scatenare una guerra mettendo in giro robaccia, pur di non perdere una poltrona».

Teme ripercussioni all'interno del suo partito, se le urne decreteranno un risultato per voi negativo? Veltroni ha già chiesto un confronto nel Pd, dopo queste amministrative.

«Noi dobbiamo essere un partito che discute sempre con grande libertà, ma tira dritto anche. Siamo un partito troppo giovane per aver risolto tutti i problemi ma già vecchio per essere un esperimento politico fallito. Tocca a noi dare una prospettiva al paese. Discutiamo allora, ma ricordandoci la responsabilità che abbiamo di fronte agli italiani».

E ripercussioni sulla sua possibile leadership del centrosinitra, a seconda dell'esito del voto, dice ci saranno?

«Il punto di riflessione deve essere la responsabilità e il ruolo del Pd che in quanto tale, compreso il suo segretario, deve esserci, stare in campo, ma come costruttore di un progetto. Il resto viene dopo

di Simone Collini
Da L'Unità


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10 maggio 2011

L’acqua è di tutti

 


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10 maggio 2011

Il ciclo integrato dei rifiuti: da emergenza a pilastro della economia verde

 

Differenziazione rifiuti

La posizione PD per una gestione innovativa del ciclo integrato dei rifiuti
 
VAI AL DETTAGLIO DELLA NOSTRA PROPOSTA >>>>

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5 maggio 2011

L’acqua è di tutti



Proposta di legge sull'acqua pubblica presentata dal Pd sul governo della risorsa idrica e la gestione del servizio idrico integrato. “L’acqua è un bene pubblico e sono beni pubblici anche le strutture del servizio idrico integrato”. Al centro della proposta politica (segue...)


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